È quasi centenaria la storia aziendale della “Liquore Moliterno”, ed è tutta incentrata sulla figura del capostipite Carlo che, fin da ragazzo, si appassionò ad un mondo particolare per i suoi tempi. Un mondo fatto di profumi, semi, erbe, spezie ed aromi, bottiglie e bottigliette multiformi e policrome, confezioni, casse, etichette e festoni, in una emozionante scoperta di forme e di contenuti che lo affascinò per sempre. Un mondo infinito, che stava tutto in una parola, un mestiere, antico e non comune, e perciò intriso di fascino e mistero: il liquorista. Una parola che sapeva di laboratorio, di alchimia, di antichi libri, di manipolazioni, di misture, di alambicchi, di fumi e di fuochi, di acqua e di essenze e di alcool, ma che per Carlo Moliterno non aveva segreti irrisolti e non svelati.

Fin da ragazzo aveva cominciato ad appassionarsi a questa antica arte, proprio qui ad Altomonte, frequentando la famosa azienda di vini pregiati, liquori e vermut di Ciro Luigi Giacobini e del figlio Francesco. Una vera e propria industria – una delle poche allora esistenti in provincia di Cosenza – che fin dalla seconda metà del XIX secolo aveva saputo trasformare l’antichissima tradizione vinicola e liquoristica di questa zona (già nota ai Romani) in un momento di crescita e di sviluppo economico del territorio, impiegando direttamente o nell’indotto decine di operai ed arrivando a movimentare oltre 200.000 bottiglie di prodotto all’anno.

A dorso di mulo, per piste scoscese e fiumare, e poi in ferrovia, per valli e litorali, i prodotti dei Giacobini (vincitori di svariate medaglie d’oro e vari riconoscimenti nelle più importanti Fiere campionarie ed Esposizioni dell’epoca, nonchè fornitori ufficiali anche di alcune Case Reali straniere) da Altomonte raggiungevano – in treno o per nave – i quattro angoli del mondo, ove erano richiesti ed apprezzati, come dimostrano anche trattati economici dell’epoca ed accurate ricerche storiche (Giovanni Sola “Calabria Citeriore dell’800”).

Questa esperienza straordinaria e questa occasione quasi unica per un giovane che, agli inizi del ‘900, si affacciava ad un nuovo mondo in cui il rapido progresso avrebbe sconvolto e cancellato per sempre le secolari regole ed i lenti ritmi della civiltà contadina, permisero a Carlo Moliterno di imparare tutto ciò che era necessario sapere sull’arte liquoristica ed i suoi “dintorni”.

E quando la florida attività dei Giacobini – per uno di quegli improvvisi rovesci dei destini delle famiglie latifondiste dell’agro meridionale sempre legati a storie di briganti, di guerre, di scontri generazionali e di classe che hanno fatto la fortuna di tanti libri e romanzi di genere – quasi d’improvviso cessa e scompare, Carlo trova forza, ingegno e volontà per far proseguire con il suo lavoro, seppur più in piccolo, la tradizione dei liquori di Altomonte. Con le stesse antiche ricette – forse proprio quelle un tempo descritte dai ricettari dei frati e dei monaci che già dal XII secolo vivevano nei tanti Conventi del borgo medievale – gelosamente custodite, tramanda quei gusti particolarissimi e la loro origine nel tempo, anno dopo anno, stagione dopo stagione, innovando sempre per seguire leggi e mercato, ma non abbandonando mai la tradizione.

Ed a generazioni di distanza, ancora oggi i nipoti continuano a farlo, con la stessa passione, lo stesso impegno e usando gli stessi metodi, per far conoscere ai migliaia di visitatori che giungono ad Altomonte – ivi attratti dalle meraviglie del centro storico o dalle manifestazioni culturali della “Spoleto del Sud” o che per altre vie hanno modo di scoprire gli originalissimi liquori della Moliterno – gli stessi prodotti di un tempo, genuini e sinceri, aromatici e speziati, per offrire anche ai palati più esigenti non solo seducenti sapori, ma storia, tradizione, cultura, sapere e stagioni della generosa terra di Calabria.

L’importanza della tradizione e la consapevolezza della propria origine, non avulse dal contesto storico e sociale della civiltà contadina meridionale dei secoli scorsi ma bensì ad essa saldamente radicate ad originale garanzia di secolare esperienza, hanno spinto l’azienda a realizzare presso la sua sede anche un museo enologico, che mostra realtà ed oggetti dell’antica cultura contadina e tradizionale proprio attraverso le principali tappe della produzione di vini e liquori ad Altomonte negli ultimi due secoli, per permettere a tutti di toccare con mano e meglio conoscere il legame forte con il nostro passato.